mediazione-etnoclinica

Loading
loading..

Corso di formazione in “Mediazione etnoclinica”

Presso il Centro Studi Sagara, nel 2019, sarà attivata la VI edizione del Corso

Titoli di ammissione:

Il Corso è rivolto a:

– laureati (triennali e magistrali) in Antropologia, Filosofia, Giurisprudenza, Infermieristica, Medicina, Psicologia, Scienze della formazione, Scienze dell’educazione, Sociologia e Scienze sociali affini;

– operatori abilitati alla clinica (tecnici della riabilitazione, counsellor, specialisti in medicine complementari);

– insegnanti, mediatori linguistico-culturali, educatori e professionisti che operano negli ambiti della salute, dell’educazione e della giustizia.

Obiettivi formativi del Corso:

Nel mondo plurale della globalizzazione, si moltiplicano gli incontri-scontri tra persone che rappresentano culture, universi, gruppi e popoli diversi. La questione della comunicazione interculturale e della decifrazione di territori sempre più complessi per numero e diversità delle offerte e delle risorse, nonché per aree di crisi e di conflitto, diviene così centrale, in particolare per gli operatori implicati nei campi della salute, dell’educazione, della giustizia, dell’assistenza e aiuto verso i settori più svantaggiati e marginali della società. 

Per tutti si tratta, innanzitutto, di perfezionare le proprie capacità di negoziatori e mediatori tra diversità; e, poi, di apprendere come ottimizzare e mettere in sinergia i ricorsi alle varie risorse, formali e informali, attive sul territorio dove si è chiamati a operare. Si tratta dunque di acquisire una competenza particolare, quella di chi, a partire dalla propria specifica formazione professionale, è in grado di lavorare in situazioni multidisciplinari e multiculturali, ponendosi negli spazi tra luoghi, lingue e culture, facilitando la comunicazione e il dialogo,  collaborando per la soluzione di attriti e conflitti.

Questo vale in tutti i campi dell’operare sociale e in particolare nel campo della salute; campo che non si limita all’ambito medico, ma investe tutti gli altri: quelli dell’educazione, della giustizia, dell’assistenza sociale. La mediazione etnoclinica come è proposta e insegnata in questo corso da specialisti di diverse discipline, dall’antropologia alla sociologia, dalla medicina all’etnopsichiatria, non è una competenza dunque per soli terapeuti, ma per tutti coloro che si trovano o si troveranno a operare per il benessere sociale, per la giustizia, per la soluzione dei conflitti. 

Nello specifico gli obiettivi formativi del corso: 

– analizzare, in contesti non strettamente clinici, le categorie interpretative del disagio e della sofferenza;

– apprendere a leggere la complessità del territorio e la molteplicità delle risorse, per poter fronteggiare i problemi connessi alla loro non-sinergia;

– dotarsi di strumenti volti a migliorare la pertinenza culturale e la qualità dei servizi sociali, dei sistemi educativi e giuridici e delle prestazioni socio-sanitarie, al fine di ottimizzare il ricorso alle risorse, formali e informali, disponibili sul territorio;

– aiutare i professionisti della salute e dell’educazione a meglio comprendere le problematiche degli utenti, offrendo informazioni e strumenti conoscitivi relativi ai contesti culturali di provenienza;

– apprendere a comunicare chiaramente la logica degli interventi professionali rivolti a persone in crisi anche in contesti alloculturali evitando i malintesi che possono compromettere la presa in carico e la compliance, e a lavorare per facilitare la comunicazione tra attori nei diversi contesti, come la sanità, l’educazione, la giustizia.  

– sviluppare competenze per accompagnamenti socio-educativi e socio-sanitari in contesti clinici.

– lavorare come mediatori e diplomatici anche in situazioni cliniche, soprattutto quando terapeuta e paziente appartengano a culture diverse, in modo da contribuire ad attivare, organizzare e ottimizzare prese in carico appropriate e da sostenere la sinergia tra risorse diverse, formali e informali.

 

Attività formative

L’offerta didattica verrà articolata in 128 ore in 8 week end.

I singoli moduli prevedono in co-presenza docenti in discipline antropologiche, etnopsichiatriche, sociologiche e giuridiche. 

Modulo 1. (referente Piero Coppo)[1]

Caratteristiche generali dell’approccio etnopsichiatrico

Nosografie medico-psicologiche e sistemi di cura tradizionali

Oggetti che curano: psicofarmaci, amuleti, feticci

Modulo 2. (referente Stefano Bertoletti)[2]

Modelli ed esperienze di servizio a “bassa soglia”

Aspetti socio-culturali del disagio e del consumo di sostanze

Marginalità, vulnerabilità e nuove patologie 

Modulo 3. (referente Laura Faranda)[3]

Gli strumenti dell’antropologia: teorie e pratiche

Trasversalità epistemologica dell’esperienza migratoria

Le “identità sospese” di adulti e minori stranieri

Il corpo vissuto: percorsi antropologici nella sofferenza 

Modulo 4. (referente Pietro Ferrero) [4]

Cooperazione, migrazione e progetti di accoglienza: «Aiutiamoli a casa loro…».

Organizzazione dei servizi di presa in carico psicologica dei migranti: «Benvenuti a casa nostra…».

Modulo 5. (referente Lelia Pisani)[5]

Il dispositivo etnoclinico

Lavorare con il trauma geo-politico, vittime di tratta, di tortura e richiedenti asilo

La mediazione in ambito etnoclinico

La valutazione dell’intervento di mediazione

Modulo 6. (referente Anna Brambilla)[6]

Le categorie giuridiche della protezione internazionale e della migrazione

Percorsi migratori, categorie giuridiche e diritti connessi

Il sistema di accoglienza e il rapporto con il territorio e i servizi territoriali

MSNA e vittime di tratta

Sede e calendario dei corsi

I corsi si terranno con cadenza mensile nel periodo compreso tra febbraio e novembre 2019, nei giorni compresi tra venerdì pomeriggio e domenica mattina, per complessive 16 ore a incontro.

A novembre 2019 si terrà un ultimo incontro, con la presenza dei referenti di modulo, per una valutazione del percorso didattico e la presentazione degli elaborati finali.

 

 

Sede didattica: i corsi si svolgeranno a Rosalupi, sita in via Montebono 4, Usigliano di Lari, Pisa.

I corsisti fuori sede potranno contattare la segreteria per le opzioni residenziali.

 

Presentazione domande di ammissione

Le domande di ammissione dovranno pervenire entro il 15 dicembre 2018 via e-mail alla casella: corsomec@centrosagara.it  

 

Alla domanda dovrà essere allegato il curriculum vitae e attività professionali.

Il numero massimo di ammessi è 25, il numero minimo per consentire l’attivazione del corso è di 14.

 

A ogni preiscritto sarà inviata conferma della realizzazione del corso entro il 20 dicembre 2018 ed entro il 25 dicembre 2018 dovrà essere confermata la partecipazione 

La I rata andrà versata entro il 10 gennaio 2019.

Quota di iscrizione

La quota di iscrizione al corso è stabilita in € 1.200 e potrà essere versata in 2 rate di pari importo.

Prova finale e rilascio certificazioni

Al termine del corso gli allievi sosterranno una prova di verifica delle conoscenze e competenze acquisite tramite la consegna di un elaborato scritto; ogni allievo sarà seguito da un tutor designato in base al tema scelto. Sulla base dei risultati prodotti e dell’adempimento di frequenza ad almeno l’80% del monte-ore previsto, verrà rilasciata certificazione di frequenza.

Per informazioni: info@centrosagara.it

fax. 0587.960900 / 349.4504186

Calendario didattico

Febbraio – Novembre 2019

8-10 Febbraio 2019

venerdì 8 febbraio

16.30-19.30 introduzione al corso

sabato 9 febbraio

9.00 -13.00 Piero Coppo: caratteristiche dell’approccio etnopsichiatrico.

15.00 -19.30 Laura Faranda caratteristiche dell’approccio antropologico

domenica 10 febbraio

9.00 -13.30 Lelia Pisani, Lorenzo Coppo: cos’è la mediazione etnoclinica?

15-17 marzo 2019

venerdì 15 marzo

16.30 – 19.30 Lorenzo Coppo: La mediazione etnoclinica: aspetti metodologici

sabato  16 marzo

9.00 -13.00 Piero Coppo: nosografie medico-psicologiche e sistemi di cura tradizionali

15.00 -19.30 Laura Faranda: il dispositivo etnoclinico e gli strumenti dell’antropologia 

domenica 17 marzo

9.00 -13.30 Laura Faranda: Laboratorio – etnografie dello spaesamento

12 – 14 aprile 2019

venerdì 12 aprile

16.30- 19.30 Lelia Pisani: il dispositivo etnoclinico

sabato 13 aprile

9.00- 13.00 Lelia Pisani, Lorenzo Coppo – mediazione etnoclinica – dalla teoria alla pratica (laboratorio)

15.00-19.30 Lorenzo Coppo: mediazione etnoclinica: l’esperienza italiana.

domenica  14 aprile

9.00-13.00 Piero Coppo: oggetti che curano: psicofarmaci, amuleti, feticci

10-12 maggio 2019

venerdì 10 maggio

16.30 – 19.30 Cristina Zavaroni: la mediazione etnoclinica in un servizio di sostegno psicologico per famiglie e persone migranti

Sabato 11 maggio

09.00 – 13.00 Cristina Zavaroni: la mediazione etnoclinica in un servizio di sostegno psicologico per famiglie e persone migranti

15.00-19.30 Precious Ugiagbe: L’esperienza vissuta di una mediatrice.

Domenica 12 maggio

9.00-13.00 Presentazione del video “Guarire Altrove – ricerca sui metodi di guarigione e cura nelle comunità migranti a Brescia” a cura di M. Alberti, C. Bonfadini, G. Festa, S. Fredi.

14-15-16 giugno

Venerdì 14

16.30 – 19.30 Stefano Bertoletti: marginalità, vulnerabilità e nuove patologie: modelli ed esperienze di un servizio a “bassa soglia”

sabato 15

09.00- 13.30 Stefano Bertoletti: marginalità, vulnerabilità e nuove patologie: modelli ed esperienze di un servizio

a “bassa soglia”

15.00- 19.30 Laura Faranda: esercizi di ascolto ed etnografie dei momenti di crisi: un’esperienza di ricerca

domenica  16

09.00 – 13.30Laura Faranda, Lorenzo Coppo – laboratorio

20-21 settembre 2019

venerdì 20

9.00- 18.00 Serge Bouznah: la mediazione etnoclinica nel servizio pubblico: un modello francese

Sabato 21

9.00- 18.00 Serge Bouznah: la mediazione etnoclinica nel servizio pubblico: un modello francese

11-13 Ottobre 2019

Venerdì 11

16.30-19.30 Anna Brambilla: La mediazione etnoclinica e il contesto giuridico dell’accoglienza

Sabato 12

9.00-13.00 Anna Brambilla: La mediazione etnoclinica e il contesto giuridico dell’accoglienza

15.00-19.30 Lelia Pisani, Lorenzo Coppo: modello francese e modello italiano a confronto (laboratorio)

Domenica 13

09.00 – 13.00  La mediazione tra cooperazione emigrazione

8 -10 Novembre 2019

Ultimo incontro: Valutazione del percorso didattico; presentazione degli elaborati finali; conclusioni e prospettive.

 

 


 

[1] Piero Coppo (direttore del corso) – Medico, neuropsichiatra e psicoterapeuta, ha insegnato Etnopsichiatria all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ha lavorato in Mali e in Guatemala in programmi di cooperazione sulla medicina tradizionale. Consulente temporaneo dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), è Presidente dell’ “Organizzazione Interdisciplinare Sviluppo e Salute” (Oriss) e Direttore della Scuola di Specializzazione in psicoterapia “Sagara” (indirizzo psicodinamico, orientamento etnopsicoterapeutico, decr. MIUR n. 12A09083). Si occupa di formazione, ricerca, informazione e cura. Tra i suoi lavori, Etnopsichiatria (Milano, 1996), Guaritori di follia. Storie dell’altopiano Dogon, (Torino, 1994), Tra psiche e cultura. Elementi di etnopsichiatria (Torino, 2003). Le ragioni del dolore. Etnopsichiatria della depressione (Torino, 2005). Le ragioni degli altri (Milano, 2013).

[2] Stefano Bertoletti – Laureato in filosofia e psicosociologia, è responsabile del settore prevenzione e dipendenze della cooperativa sociale CAT (Firenze); ha svolto attività di consulenza e coordinamento per la prevenzione e la riduzione del danno da tossicodipendenze; ha una esperienza professionale pluriennale nel lavoro preventivo, nei SERT, nei centri diurni. È formatore senior in progetti FSE, membro del Direttivo CNND (Coordinamento Nazionale Nuove Droghe) e collaboratore tecnico del Consorzio NOVA Onlus.

[3] Laura Faranda – Professore ordinario di Antropologia culturale presso il Dipartimento di Storia, Culture, Religioni – “Sapienza” Università di Roma. Tra i suoi attuali percorsi di ricerca: l’antropologia della Grecia antica, con particolare attenzione alle configurazioni mitiche e simboliche del linguaggio delle emozioni; l’antropologia simbolica, con particolare attenzione al rapporto tra corpo e identità di genere; l’antropologia delle migrazioni e i percorsi di mediazione scolastica; la psichiatria coloniale in Algeria; i processi di reciprocità e mobilità culturale tra Italia e Tunisia, fra presente e passato. Tra le sue pubblicazioni: Anime assenti. Sul corpo femminile nel Mediterraneo antico (c.d.s.); Non più a sud di Lampedusa. Italiani in Tunisia tra passato e presente (a cura di, 2016); La signora di Blida. Suzanne Taïeb e il presagio dell’etnopsichiatria (2012); Viaggi di ritorno. Itinerari antropologici nella Grecia antica (2009); Non uno di meno. Diari minimi per un’antropologia della mediazione scolastica (a cura di, 2004); con Bruno Callieri, Medusa allo specchio. Maschere fra antropologia e psicopatologia (2001)

[4] Pietro Ferrero – Laureato in psicologia clinica e delle organizzazioni nel 1989, ha lavorato a lungo nell’ambito della formazione e della progettazione sociale; si è occupato di marketing e tecniche di comunicazione per aziende multinazionali. Dal 2004 al 2009 ha lavorato in Congo, Mali, Senegal e Nepal nell’ambito di progetti di cooperazione internazionale, occupandosi di interventi psicosociali e di salute comunitaria. Dal 2010 è responsabile del settore “Salute e Migrazione” per l’ONG Comitato di Collaborazione Medica di Torino.

[5] Lelia Pisani – Psicologa, formazione in psicoterapia della gestalt con I. Bloomberg e IBTG di Torino, dottore di ricerca in etnoantropologia, dal 1977 lavora in progetti di ricerca e di Cooperazione allo Sviluppo in Mali, Etiopia, Nepal, Romania. Collabora in attività e progetti di ricerca con l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Dal 1999 al 2010 è stata membro del comitato direttivo e responsabile del corso in etnopsicoterapia alla scuola di specializzazione in psicoterapia Lista di Milano. Tra le sue pubblicazioni, Bambini dogon: nascere e crescere sull’altopiano di Bandiagara (2007) con True M., W. Oumar F., «La relation entre la croissance de l’enfant, l’attachement entre l’enfant et la mère, et le temps de réponse maternelle au signal de l’enfant chez le Dogons du Mali» (2005), e «Infant Mother Attachment among the Dogon of Mali», Child development (2001).

[6] Anna Brambilla – Avvocata e ricercatrice sui temi dell’immigrazione e dell’asilo. Membro del Direttivo dell’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione si occupa altresì del coordinamento delle attività formative. Collabora come consulente legale con diverse associazioni e cooperative a Milano e in Toscana. Ha contribuito a curare la pubblicazione “Il diritto di asilo tra accoglienza e esclusione” – Edizioni dell’Asino, 2015.

Layout mode
Predefined Skins
Custom Colors
Choose your skin color
Patterns Background
Images Background