bilancio sociale Centro Studi Sagara

 

BILANCIO SOCIALE

Anno 2019

 

 

INDICE

 

  1. Introduzione e nota metodologica
  2. Chi siamo

2.1 Oggetto Sociale, Missione e Ambiti di Intervento

  1. Struttura di governo e amministrazione
  2. Persone che operano per il Centro Studi Sagara
  3. Obiettivi e attività

                  5.1 Formazione

                  5.2 Consulenze e supervisione

                       5.3 Progetti in Italia

                       5.4 Cooperazione Internazionale

                       5.5 Attività di ricerca scientifica

                       5.6 Protocolli di intesa, Partenariati, Convenzioni

  1. Situazione economico-finanziaria
  2. Monitoraggio dell’Organo di controllo

 

 

 

 

  1. Introduzione e nota metodologica

Il bilancio sociale per il Centro Studi Sagara Impresa Sociale S.r.l. è uno strumento che permette di comunicare periodicamente gli esiti e i risultati della sua attività, comparandoli con gli obiettivi dichiarati, verificandone la fattibilità e segnalando l’eventuale necessità di interventi migliorativi. È al tempo stesso un documento di comunicazione, di gestione e di autovalutazione del mandato sociale del Centro, che ambisce a consolidare l’adesione e la legittimazione da parte della comunità di riferimento, degli interlocutori coinvolti, dei soggetti sociali che ne condividono gli interessi e la missione. “È lo strumento di rendicontazione delle responsabilità, dei comportamenti e dei risultati sociali, ambientali ed economici delle attività svolte”.

Il documento è stato predisposto dal CDA tenendo presenti le indicazioni espresse nelle Linee Guida per la redazione del bilancio sociale degli Enti del Terzo Settore di cui al Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 04.07.2019, ancorché la loro entrata in vigore sia rinviata al bilancio del prossimo esercizio.

  1. Chi siamo

Il Centro Studi Sagara SRL Impresa sociale è una società senza scopo di lucro fondata nel 2010 da professionisti (antropologi, medici, psichiatri, psicologi   e sociologi) accomunati da esperienze operative e formative in Italia e all’estero. Forti di un impegno pluriennale, sia in ambito universitario che in ambito clinico, sia nel terzo settore che nella cooperazione internazionale, i soci fondatori hanno sentito l’esigenza di un confronto interdisciplinare multisituato che consentisse di svolgere attività di formazione, clinica, di ricerca e di intervento sociale o terapeutico nell’ambito etnopsichiatrico ed etno-antropologico.

 

La Società, regolarmente iscritta al Registro delle Imprese di Pisa in data 09/12/2010 con codice fiscale e numero d’iscrizione: 01987110507, è nata dalla partecipazione di sei soci fondatori attualmente tutti membri del CDA: Stefano Bertoletti, Pietro Coppo, Pietro Ferrero, Laura Faranda, Lelia Pisani, Francesca Vallarino Gancia. Lelia Pisani è Presidente e rappresentante legale della società.

Il Centro Studi Sagara ha sede in via Montebono n. 2, 56035 Casciana Terme Lari, PISA

email: info@centrosagara.it, cellulare : 349.4504186

 

Aree territoriali di operatività: il Centro Studi Sagara opera principalmente sul territorio toscano, in particolare nelle aree metropolitane e provinciali di Pisa e Firenze, ma svolge attività di consulenza e formazione su tutto il territorio nazionale.

I collaboratori del CSS sono esperti e professionisti italiani e stranieri.

Il Centro Studi Sagara è ente gestore della Scuola quadriennale di Specializzazione in Psicoterapia SAGARA riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (decreto n. 12A09083, G.U. del 21.08.2012). La sede didattica della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia SAGARA è in viale Tirreno 331 – Calambrone, Pisa, nei locali della Fondazione “Stella Maris”.

 

  • Oggetto Sociale, Missione e Ambiti di Intervento:

il 14 gennaio 2019 si è svolta l’Assemblea dei Soci presso lo studio notarile della dott.ssa Maria Antonietta Denaro al fine di redigere il nuovo statuto del Centro Studi Sagara con l’obiettivo di adeguarlo alla nuova normativa contemplata nel D.Lgs.3 luglio 2017 numero 112 recante “Revisione della disciplina in materia di impresa sociale”, eliminando ogni riferimento contenuto nello statuto originario al D.Lgs.n.155/2006 che è stato abrogato.

In particolare lo statuto è stato modificato con l’obiettivo di integrare l’oggetto sociale specificando il carattere “sociale” dell’impresa e prevedendo specificatamente le attività di interesse generale che la società svolge per perseguire finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale; prevedere specifici requisiti di onorabilità, professionalità ed indipendenza per coloro che assumono cariche sociali; introdurre l’obbligo dell’organo di controllo e della predisposizione e deposito del bilancio sociale.

 

Il Centro Studi Sagara SRL impresa sociale si pone le seguenti finalità:

  1. a) la formazione di psicoterapeuti, medici, operatori socio-sanitari attivi nelle istituzioni pubbliche, nel terzo settore e in progetti di cooperazione; la formazione di operatori della cultura e della scuola, finalizzata all’interculturalità, alla mediazione etnoclinica, all’etnopsichiatria;
  2. b) la realizzazione di attività di ricerca nell’ambito della pedagogia interculturale, del dialogo interreligioso, dei sistemi locali di cura, dell’etnopsichiatria clinica;
  3. c) la realizzazione e il monitoraggio di attività di consulenza etnopsicoterapeutica e di mediazione etnoclinica destinate a servizi pubblici e privati;
  4. d) la concezione e la realizzazione di progetti di cooperazione internazionale che prevedano azioni di formazione alla multiculturalità, di confronto e integrazione tra sistemi di cura convenzionali e locali, di attenzione alla salute mentale in prospettiva etnopsichiatrica.

All’ art. 3 dello statuto si legge che la Società ha per oggetto le seguenti attività:

–          la formazione universitaria e post universitaria;

–          la ricerca scientifica di particolare interesse sociale;

–          l’educazione, l’istruzione e formazione professionale, ai sensi della legge 28 marzo 2003 n. 53 e successive modificazioni, nonché le attività culturali di interesse sociale con finalità educativa.

In particolare la società svolge le seguenti attività:

– gestione e conduzione di una scuola di specializzazione in psicoterapia a indirizzo psicodinamico e orientamento etnopsicoterapeutico. Alla scuola possono iscriversi medici e psicologi regolarmente iscritti ai rispettivi albi professionali;

– organizzazione e realizzazione del Corso di Formazione in Mediazione Etnoclinica;

– organizzazione e realizzazione del Corso di Alta Formazione in Clinica Transculturale ed Etnopsichiatria;

– organizzazione e realizzazione di attività formative e informative per operatori socio-sanitari, della scuola e del mondo della cultura e dell’educazione, nei campi dell’etnopsichiatria e dei sistemi locali di cura, tramite giornate di studio o corsi specifici;

– interventi di consulenza Etnoclinica (consultazione etnopsichiatrica, etnopsicologica, etnopsicoterapia, mediazione etnoclinica);

– ricerca in etnopsichiatria clinica;

– ricerca, orientamento e formazione nel contesto educativo;

– studio e realizzazione di progetti di cooperazione;

– pubblicazione e produzione di materiale formativo e informativo sui temi di interesse del Centro.

La gestione e conduzione della scuola di psicoterapia per la formazione di psicoterapeuti e di corsi professionalizzanti per mediatori etnoclinici e operatori dell’ambito sanitario e socio-educativo sono svolte ai sensi dell’art. 2.1 lettera d) del d. lgs. 24 marzo 2006 n.155.

  1. Struttura di governo e amministrazione

L’impresa sociale favorisce la partecipazione attiva dei lavoratori all’organizzazione aziendale.

In base a quanto definito nello statuto del Centro Studi:

–          i lavoratori dell’impresa sociale, a qualunque titolo prestino la loro opera, hanno i diritti di informazione, consultazione e partecipazione nei termini e con le modalità specificate nei regolamenti aziendali o concordati dagli organi di amministrazione dell’impresa sociale con loro rappresentanti;

–          i soci decidono sulle materie riservate alla loro competenza dalla legge e dal presente statuto nonché sugli argomenti che uno o più amministratori o tanti soci che rappresentino almeno un terzo del capitale sociale, sottopongono alla loro approvazione.

In ogni caso sono riservate alla competenza dei soci le materie di cui al secondo comma dell’articolo 2479 del codice civile nonché la decisione su eventuali provvedimenti di diniego di ammissione o di esclusione di soci.

Le decisioni dei soci sono adottate mediante consultazione scritta ovvero sulla base del consenso espresso per iscritto. Nel caso in cui si opti per il sistema della consultazione scritta, dovrà essere redatto apposito documento scritto, dal quale dovrà risultare con chiarezza:

– l’argomento oggetto della decisione;

– il contenuto e le risultanze della decisione e le eventuali autorizzazioni alla stessa conseguenti;

– la menzione dell’eventuale parere del collegio sindacale, se nominato;

– l’indicazione dei soci consenzienti, contrari o astenuti e, su richiesta degli stessi, l’indicazione del motivo della loro contrarietà o astensione;

– la sottoscrizione di tutti i soci, sia consenzienti che astenuti o contrari.

L’assemblea legalmente convocata e regolarmente costituita rappresenta l’universalità dei soci. Le sue deliberazioni, prese in conformità del presente statuto e della legge, obbligano tutti i soci compresi gli assenti e/o i dissenzienti.

L’assemblea deve essere convocata dall’amministratore unico o dal consiglio di amministrazione nella sede sociale o altrove secondo quanto sarà indicato nell’avviso di convocazione.

  1. Persone che operano per il Centro Studi Sagara

Dipendenti: per l’anno 2019 la società si è avvalsa della collaborazione di due lavoratori dipendenti: n.01 impiegata con contratto a tempo indeterminato, inquadrata al 4° livello del C.C.N.L. Terziario e Servizi, con mansioni di segreteria; n.01 impiegato con contratto a tempo determinato, con scadenza al 31 dicembre, trasformato a tempo indeterminato con decorrenza 01.01.2020, inquadrato al 3° livello del C.C.N.L. Terziario e Servizi, impegnato nelle formazioni e nei progetti, in particolar modo nella didattica del corso di formazione di mediazione etnoclinica e nel progetto di consulenza etnopsichiatrica all’interno della Casa Circondariale di Sollicciano.

I dipendenti sono direttamente coinvolti nelle attività di programmazione ed esecuzione del Centro Studi Sagara. I membri del CDA si consultano con loro per meglio comprendere quali siano le criticità e i punti di forza rilevati durante la loro attività amministrativa, formativa e di consulenza.  I dipendenti sono attivamente coinvolti nella stesura dei programmi di formazione, nell’analisi dei risultati, nella valutazione delle attività in corso e nella progettazione di attività future.

Tirocinanti: il CSS ha accolto una tirocinante per sei mesi, con un impegno settimanale di 16 ore, in attivazione di un tirocinio non curriculare promosso dall’Agenzia Toscana per l’Impiego, Centro per l’Impiego di Pontedera. Il tirocinio si è svolto presso la sede amministrativa del Centro Studi e aveva l’obiettivo di far acquisire competenze amministrative, in particolar modo ha previsto l’apprendimento e l’uso dei programmi di fatturazione elettronica, la stesura della prima nota.

 

Collaboratori: il Centro Studi Sagara si avvale della collaborazione di numerosi professionisti che svolgono:

–          attività di docenza per la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia (25 docenti)

–          attività di docenza per il corso di Formazione in mediazione etnoclinica (13 docenti)

–          attività di docenza per il corso di Alta Formazione in clinica Transculturale ed Etnopsichiatria (7 docenti)

–          attività di consulenza a nome del Centro Studi Sagara (mediazioni etnocliniche, consulenze etnopsichiatriche, supervisioni a équipe di lavoro, etc.)

–          attività nei progetti (Casa Circondariale di Sollicciano – 8 professionisti tra psicologi/psicoterapeuti, antopologi/mediatori etnoclinici e mediatori linguistico-culturali).

  1. Obiettivi e attività

5.1 Formazione

Il Centro Studi Sagara ha svolto nel 2019 i seguenti percorsi formativi:

  • Scuola di Specializzazione in Psicoterapia, a indirizzo psicodinamico e orientamento etnopsicoterapeutico riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (decreto n. 12A09083, G.U. del 21.08.2012) rivolta a medici e psicologi iscritti ai rispettivi albi professionali.

La Scuola di Specializzazione in Psicoterapia SAGARA, è un corso di specializzazione per medici e psicologi che hanno superato l’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione e iscritti ai rispettivi albi. La Scuola fornisce conoscenze e abilità all’esercizio dell’attività psicoterapeutica.

La Scuola di Specializzazione Sagara ha lo scopo di formare specialisti con competenze cliniche per la prevenzione, la diagnosi e la cura del disagio psicologico nei contesti multiculturali che caratterizzano le società contemporanee. A conclusione del percorso formativo gli psicoterapeuti saranno in grado di lavorare nei contesti iso e allo-culturali consapevoli delle complessità sociali, culturali e individuali dei soggetti attivi in ogni processo terapeutico.

Il Direttore della Scuola è il dott. Piero Coppo. Organi della scuola sono il Comitato Scientifico e il Consiglio dei Docenti.

La Scuola Sagara ha una pagina dedicata sul sito del Centro Studi: http://www.centrosagara.it/scuola/

La sede didattica si trova presso la Fondazione “Stella Maris”, viale Tirreno 331 – Calambrone, Pisa.

Il programma formativo della Scuola si articola su 2.400 ore complessive ripartite nel quadriennio, comprensive delle attività teoriche, teorico-pratiche e di tirocinio formativo.

I corsi del quadriennio prevedono insegnamenti di base, insegnamenti d’indirizzo e attività teorico-pratiche.

I corsi sono tenuti da docenti universitari e da esperti italiani e stranieri provenienti da Enti pubblici o privati, ONG e Associazioni che operano nel campo del disagio psicologico e della sua cura.

Nell’anno accademico 2018-2019 è stato attivato il V° ciclo ed erano attive 3 classi (primo, secondo e terzo anno) per un totale di 14 specializzandi.

Durante la frequenza della Scuola, gli studenti svolgono tirocini e collaborazioni con enti pubblici e privati attivi nell’ambito dell’attività psicoterapeutica come ASL, Centri di ricerca e Università, ONG e Associazioni in Italia e all’Estero.

Nell’anno 2019 le collaborazioni e convenzioni attive sono state le seguenti:

Strutture Pubbliche

Azienda USL Valle d’Aosta SSD Psicologia

AUSL Umbria n.1

ASL Genovese 3

ASST Fatebenefratelli Sacco

ASL 5 Spezzino

ASL TO2

ASL TO4

ASL Roma 2 e Roma B

ASP Trapani

USL Toscana Nord Ovest

USL Toscana Centro

Azienda sanitaria 2 Bassa Friulana Isontina

AUSL Parma

Azienda sanitaria ULSS 4 Alto Vicentino

ASL TO2

ASP Palermo

L’Azienda Ospedaliero- Universitaria di Bologna Policlinico S. Orsola-Malpighi

Azienda USL della Romagna

L’Azienda Socio Sanitaria Territoriale (ASST) della Valtellina e dell’Alto Lario

Strutture private

Cooperativa Sociale Crinali- Milano Milano

Coop. Soci. Gruppo Incontro Pistoia

Coop. Sociale GNOSIS Onlus Roma- Marino

Pinocchio S.C.S. Onlus Brescia

Associazione MAMRE Onlus Torino

Ce.I.S Gruppo ” Giovani e Comunità” Lucca

Maison de Solenn- Hopital Cochin Paris

Fondazione Lighea Onlus Milano

IRCCS Fondazione STELLA MARIS Pisa

Ospedale Privato Accreditato S.p.a. ” Maria Luigia” Parma

Società Cooperativa Sociale ”Gruppo Incontro” Pistoia

Consorzio Campo del Vescovo, La Spezia.

  • Corso di Formazione in Mediazione Etnoclinica (direttore Lelia Pisani) rivolto a laureati (triennali e magistrali) in Antropologia, Filosofia, Giurisprudenza, Infermieristica, Medicina, Psicologia, Scienze della formazione, Scienze dell’educazione, Sociologia e Scienze sociali affini; operatori abilitati alla clinica (tecnici della riabilitazione, counselor, specialisti in medicine complementari); insegnanti, mediatori linguistico-culturali, educatori.

Il corso ha visto la partecipazione di 12 allievi.

Il corso è stato accreditato ECM tramite il provider GECO Eventi e Formazione N° 5928 e ha erogato 50 crediti ECM.

  • Corso di Alta Formazione in Clinica Trans-culturale ed Etnopsichiatria (direttori Piero Coppo e Salvatore Inglese). Il corso è finalizzato a soddisfare la necessità di formazione integrativa e aggiornamento di professionisti impegnati in attività cliniche (psichiatri, neuropsichiatri infantili, psicoterapeuti, psicologi clinici, riabilitatori psichiatrici e infermieri). Il corso intende fornire ai diversi operatori e tecnici implicati nella presa in carico del disagio mentale riferimenti disciplinari aggiornati e strumenti attinti dalla più recente psichiatria transculturale e dall’etnopsichiatria. Si svolge in nove moduli per un totale di 140 ore su sette fine settimana che prevedono lezioni frontali, spazi di discussione e lavori di gruppo su temi specifici e casi clinici.

Il corso è stato accreditato ECM tramite il provider GECO Eventi e Formazioni con il N. 245652 e ha erogato 50 crediti ECM. L’edizione 2019 ha visto la partecipazione di 14 iscritti.

  • Giornate di Studio: nel 2019 sono state organizzate 2 giornate di studio internazionali:

Lawrence J. Kirmayer Per una nuova clinica transculturale: psichiatria, psicologia e psicoterapia attraverso i mondi in movimento (18 ottobre 2019).

Jaswant Guzder Metodologia clinica della consultazione culturale applicata alla psicopatologia dell’età evolutiva e nella cura delle famiglie migranti (6 dicembre 2019).

  • Oltre ai corsi interni il Centro Studi offre percorsi formativi e seminari specifici rivolti a operatori socio-sanitari, volti a migliorare le competenze interculturali nell’ambito dei loro specifici campi di intervento.

Per l’anno 2019 sono stati realizzati:

Un Corso per mediatori linguistico culturali- Agenzia Formativa Artide&Antartide.

Tre giornate formative a 35 operatori dell’accoglienza dei progetti realizzati nel comune di Pistoia, per la Cooperativa Gruppo Incontro.

Per l’Università Sant’Anna Pisa e Scuola di Alta Magistratura Lelia Pisani ha svolto due interventi formativi nel:

–          Corso di Alta Formazione dal titolo: Accesso alla procedura di asilo e diritto a un rimedio effettivo tra diritto interno e prospettive internazionali a cui hanno partecipato 50 tra magistrati e avvocati.

–          Corso di Alta Formazione in tema di immigrazione e asilo progetto LUMIT.

Caterina Bertilotti e Lorenzo Coppo hanno svolto 8 ore di docenza nel Master Etnopsichiatria e Psicologia della migrazione dell’Istituto Beck Roma, in data 20 gennaio 2019.

Caterina Bertilotti ha svolto una docenza al corso di formazione Volontar-Insieme della Caritas di La Spezia in data 11 maggio a cui hanno partecipato 30 persone.

5.2 Consulenze e supervisione

Hanno usufruito delle attività di consulenza etnopsicologica e di mediazione etnoclinica il progetto SPRAR DI PISA; il progetto SATIS della Regione Toscana; la società della Salute della Valdera; la Cooperativa Odissea (Capannori); La Cooperativa il Cammino (Casciana Terme – Lari); Cooperativa Gruppo Incontro (Pistoia).

I professionisti del Centro Studi Sagara hanno condotto una valutazione del rischio stress lavoro- correlato, in una azienda del territorio toscano per NEOS S.R.L.

 

5.3 Progetti in Italia

Il Centro Studi ha realizzato un Intervento sperimentale di consulenza etnoclinica nella Casa Circondariale di Sollicciano di cui descriviamo brevemente motivazioni, caratteristiche e principali risultati.

Motivazioni del progetto: Da più parti viene sottolineato che le condizioni di reclusione negli ambienti carcerari amplificano le difficoltà di comunicazione e collaborazione a un progetto condiviso per un ripiegamento su di sé o sul gruppo etnico di appartenenza e sui propri specifici attaccamenti. Inoltre, le difficoltà che in ogni condizione, in particolare quelle istituzionali (sanitarie, educative, sociali) complicano le routine di intervento in situazioni allo-culturali, possono aumentare a dismisura quando una delle parti sia oggetto di un contenimento esplicito e di una dichiarata limitazione di libertà.

Al 30 settembre 2019 nella casa circondariale di Sollicciano erano recluse 767 persone (115 donne). Di queste 485 (64 %)erano straniere. Nei 18 istituti di pena esistenti in Toscana erano recluse 3.658 persone di cui 1.820 stranieri, circa il 49%. Sollicciano vede quindi, una presenza di stranieri percentualmente più alta che nel resto degli istituti di pena toscani. Per quanto riguarda invece le aree geografiche di provenienza dei detenuti, il 53% proviene dall’Africa (in particolare dai paesi mediterranei) il 34% dall’Europa Orientale, l’8% dall’Asia ed il 4% dall’America.

 

Uno studio dell’Agenzia Regionale di Sanità, realizzato nel 2014 e pubblicato dell’aprile del 2015, La salute dei detenuti in Italia: risultati di uno studio multicentro, che coinvolgeva oltre alla Toscana altre cinque regioni Veneto, Liguria, Lazio, Umbria e ASL di Salerno ha valutato lo stato di salute di un campione di 3.408 detenuti.

Un primo elemento rilevato dalla ricerca è che il 57,3% dei detenuti soffre di almeno una patologia; di questi il 35 % soffre di una patologia legata alla sofferenza mentale, il triplo della percentuale rilevata nella popolazione non reclusa (11,6%.) Di questi la maggior parte soffre di dipendenza da sostanze (52%) e disturbo nevrotico da adattamento (22,4%).

Nel documento Il sistema della valutazione della salute in carcere della regione Toscana. Report 2013 in cui sono pubblicati i dati relativi allo studio commissionato dalla regione Toscana alla Scuola Sant’Anna di Pisa, si riporta che nelle carceri toscane i detenuti presi in carico dal sistema pubblico di salute mentale siano il 16,5% di coloro che presentano una sofferenza psicopatologica.

Infine, recentemente, una particolare attenzione da parte degli istituti regionali è stata posta sulle condotte autolesive, il suicidio risulta essere la seconda causa di morte in carcere. La Toscana ha recepito il Piano nazionale, varando il proprio Piano per la prevenzione delle condotte suicidarie nel sistema penitenziario della Toscana e linee di indirizzo per i Piani locali. Il Piano sottolinea la necessità di tenere in «debita considerazione gli aspetti familiari, socio-culturali ed etnici». Questa opzione è in linea con gli studi scientifici che indicano la necessità di tenere conto dei fattori socio-culturali nel comprendere i fenomeni autolesivi. In questo senso la scarsa utilizzazione degli strumenti di mediazione etnoclinica e linguistico culturale (dati al 30 settembre 2019 indicano che negli istituti penitenziari italiani l’utilizzo del MLC avviene nello 0, 28% dei casi).

Infine l’analisi dei dati relativi alla casa circondariale di Sollicciano indica l’alta percentuale di detenuti stranieri (65%) e l’alta incidenza di patologie mentali (35%).

 

Per tutti i motivi, qui solamente accennati, la proposta di un intervento etnoclinico nella Casa circondariale di Sollicciano a Firenze ha trovato l’adesione e l’interesse del Centro Studi Sagara che nel periodo novembre 2018 settembre 2019 ha realizzato un intervento che ha goduto del contributo della Fondazione CR Firenze di cui presentiamo di seguito una breve relazione.

 

Attività svolte: l’intervento, concluso nel settembre 2019, aveva come obiettivo rendere disponibile agli operatori interni informazioni relative all’approccio etnoclinico e una messa alla prova concreta, seguita da un’attenta valutazione congiunta, dell’utilità di un approccio etnoclinico là dove le risorse esistenti si trovavano in situazioni di impasse, o dove poteva sembrare utile alla costruzione di progetti, prospettive, operatività condivise.

 

L’intervento ha visto l’équipe del Centro Studi Sagara impegnata in vari settori e reparti della casa circondariale assicurando la sua presenza per due giorni alla settimana, il martedì e il giovedì.

L’équipe era composta da tre figure professionali (antropologo, psicologo, MLC).

 

Gli obiettivi specifici dell’intervento erano quelli di: fornire strumenti per intercettare precocemente i problemi etnoculturali per rendere più efficace il trattamento e la riabilitazione dei detenuti stranieri.

 

Le azioni svolte sono state:

  • Formazione.
  • Riunioni di équipe e discussione di situazioni di interesse etnoclinico (martedì e giovedì).
  • Partecipazione alle attività dell’ATSM (martedì).
  • Partecipazione alle attività della sezione accoglienza (giovedì).

 

Formazione

Le attività nei diversi reparti sono state precedute da una giornata formativa il 7 novembre 2018 rivolta al personale interno alla casa circondariale, in cui è stata presentato il progetto e l’approccio etnoclinico.

 

Riunioni di équipe e discussione delle situazioni di interesse etnoclinico.

Lo spazio di discussione nelle riunioni ha favorito il confronto e ha permesso, attraverso le presentazioni dei casi, di fornire ai professionisti della casa circondariale una formazione di base del funzionamento del dispositivo etnoclinico, al fine di permettere la loro partecipazione agli interventi programmati. Ai professionisti del CSS ha permesso una prima sensibilizzazione con le procedure e i percorsi che i detenuti intraprendono dal punto di vista sanitario: da quando arrivano all’accoglienza per poi eventualmente passare ai reparti e nonché quelle relative all’ATSM, sia per i detenuti interni che per quelli provenienti da altre case penitenziarie per l’osservazione diagnostica.

Alle riunioni hanno partecipato due professionisti (antropologi e psicologi).

 

Attività nel reparto ATSM

Sono state raccolte informazioni e discusse con l’équipe tutte le situazioni relative alle persone presenti (italiane e straniere) nel reparto. Con i quattro detenuti stranieri e un detenuto italiano sono stati effettuati colloqui di approfondimento. Con due di loro è stato portato avanti un intervento specifico. Entrambi gli interventi, che si sono articolati in incontri e colloqui settimanali coi detenuti e discussione di gruppo in équipe, hanno visto la partecipazione dei referenti interni (educatori, psichiatra, psicologo) e per il CSS (antropologo, mediatore LC e psicologo).

L’intervento etnoclinico si avvale della possibilità di modulare il setting dell’intervento (setting a geometria variabile). Ciò ha permesso sin dalla prima fase dell’intervento di creare possibilità di colloquio nello spazio comune. In queste occasioni la visibilità della proposta era sotto gli occhi di tutti, le storie narrate e i dialoghi potevano essere ascoltati da chi era interessato. Ciò ha reso possibile, soprattutto ai più diffidenti, di osservare il nostro modo di lavorare e scegliere se, come e quando accogliere la possibilità e chiederci un colloquio o entrare nel dialogo che si creava nello spazio collettivo.

Relativamente ai tre detenuti che hanno richiesto di approfondire la loro vicenda, sono stati raccolti elementi di interesse per i clinici, sia nel caso di osservazioni a fini diagnostici che per ripensare le prospettive evolutive e di trattamento.

 

Attività in accoglienza

Dai professionisti che operano nella Casa circondariale sono state presentate all’équipe del CSS le situazioni di tre detenuti stranieri in fase di accoglienza. La discussione in gruppo ha portato alla decisione di attivare un intervento etnoclinico per due di queste. Per entrambe le situazioni la mediazione ha creato uno spazio di comunicazione in cui è stato possibile da un lato chiarire malintesi (in particolare è stato necessario contestualizzare la loro situazione e spiegarla in modo che potesse essere compresa; in un caso è stato necessario anche lavorare con l’avvocato di riferimento) dall’altro, sciogliere dubbi di tipo diagnostico relativi ad alcuni aspetti comportamentali del detenuto.

 

Attività nei reparti

Le attività svolte dall’équipe del CSS nei reparti è stata sollecitata per due persone che erano state incontrate al momento dell’accoglienza. Per queste situazioni abbiamo quindi proseguito le attività etnocliniche iniziate in precedenza.

In un caso, un cittadino francese di origini franco-algerine, sono stati effettuati cinque incontri di mediazione etnoclinica con la psichiatra di riferimento e in presenza di antropologo e psicologa del CSS. L’intervento etnoclinico ha permesso l’utilizzo della lingua del detenuto, il francese, di approfondire le istanze culturali e geopolitiche indispensabili per completare il quadro psicodiagnostico e di decriptare bisogni e richieste senza che questi portassero a fraintendimento. Oltre agli incontri col detenuto è stato possibile attivare i servizi psichiatrici del paese di origine, le autorità consolari e la famiglia in modo da rendere possibile una presa in carico coordinata.

L’intervento etnoclinico è stato richiesto per due ulteriori situazioni (un uomo e una donna). Col primo, un cittadino nigeriano, sono stati effettuati due incontri di mediazione etnoclinica dai quali sono emersi, grazie alla lettura antropologica, corroborata dalla «testimonianza» del mediatore culturale, la «normalità» dei comportamenti che hanno motivato la condanna del detenuto rispetto al contesto culturale di origine. Anche in questa situazione l’esplicitazione delle diverse interpretazioni dei comportamenti ha contribuito a migliorare, per il detenuto, la comprensione della sua situazione giuridica riducendo il rischio di spunti interpretativi e persecutori. Questi spunti, spesso favoriti dalla visione del mondo culturale di appartenenza se non sufficientemente esplorati nella loro dimensione socioculturale, possono essere letti come segno di una patologia idiosincrasica e portare a sovra-interpretazione diagnostica.

 

 

Coordinamento e segreteria organizzativa

Il coordinamento del progetto ha garantito la discussione, la definizione delle attività e il monitoraggio con la Direzione della casa circondariale lo psichiatra responsabile e la SOC Direzione degli stabilimenti penitenziari di Firenze e Prevenzione del rischio suicidario e il Garante dei diritti dei detenuti.

 

La segreteria organizzativa ha permesso lo svolgimento delle attività come previsto dalla programmazione e ha attivato e mantenuto i contatti tra i membri dell’équipe e nei casi in cui è stato necessario con gli avvocati.

 

Valutazione

Il monitoraggio continuo da parte del gruppo di coordinamento ha favorito il lavoro in équipe multidisciplinare e la collaborazione tra gli operatori del CSS e i professionisti della Casa Circondariale.

La partecipazione (il martedì e il giovedì) alle riunioni ha fatto si che le azioni fossero concordate e gli interventi regolarmente discussi e aggiornati. Alcuni degli incontri del gruppo di coordinamento sono stati dedicati alla valutazione: in generale le attività svolte sono state valutate positivamente. L’intervento congiunto con le équipe, in relazione alle situazioni segnalate, ha facilitato la comunicazione tra i detenuti e i professionisti di riferimento. Le mediazioni etnocliniche, creando spazi di dialogo che mettevano in relazione i mondi socioculturali in presenza hanno permesso di far emergere informazioni ed elementi delle vite dei detenuti di interesse clinico e diagnostico.

Un aspetto a nostro avviso importante in quanto sollecitato come bisogno dei detenuti che degli operatori è stato il ruolo svolto dal CSS nel favorire la possibilità di contatto, svolgendo la funzione di mediazione, con le famiglie.

 

5.4 Cooperazione Internazionale

È stata finalizzata una convenzione con il Centro ospedaliero e la Clinica Psichiatrica dell’Università di Bamako (Mali). La convenzione prevede la collaborazione in attività formative congiunte nei due contesti e attività di ricerca congiunte.

 

5.5 Attività di ricerca scientifica

Nell’ambito delle attività di ricerca e produzione scientifica il Centro Studi Sagara ha pubblicato all’interno della collana I Quaderni della Scuola il volume 180 psichiatrie e oltre… Il testo raccoglie i contributi dei professionisti che hanno partecipato alle giornate internazionali di studio organizzate dal Centro Studi e svoltosi il 23 e 24 novembre 2018.

 

È in corso di stampa presso le Edizioni Colibrì la traduzione curata da Salvatore Inglese e Miriam Gualtieri di Cultural Consultation: Encountering the Other in Mental Health Care a cura di Laurence Kirmayer, Jaswant Guzder e Cécile Rousseau.

 

L’articolo di Lelia Pisani «Pratique de médiation etnoclinique en Toscane» è in corso di stampa su L’Autre. Clinique, culture et société. Revue Transculturelle. (Parigi).

 

Sempre sulla rivista L’Autre. Clinique, culture et société. Revue Transculturelle è stata accettata per pubblicazione l’intervista di Michaela Memè e Ogobara Kodio a Piero Coppo.

 

Partecipazioni a Congressi, Convegni, Seminari:

 

Piero Coppo, intervento: «Etnopsichiatria dell’Occidente: impotenza appresa, colonizzazione dell’immaginario, nostalgia del futuro»; Congresso della Società di Psichiatria Sociale, Sezione Svizzera Italiana, Mutamenti sociali e nuove forme del disagio psichico, Mendrisio, 12 Aprile 2019.

Piero Coppo, intervento su «de Martino e l’etnopsichiatria clinica» al Seminario Permanente di Officinamentis (In)attualità del pensiero critico, Bologna 30 novembre 2019.

 

Interventi di Piero Coppo e Lelia Pisani al convegno Accogliere l’altro: dialogo tra modelli diversi nella clinica transculturale organizzato dalla SIPSIA e Istituto Winnicot di Roma; 30 marzo 2019.

 

Intervento di Barbara Mamone: «Multilinguismo e costruzione dell’identità: il meticciato come risorsa», Convegno Festa della Lingua Madre, organizzato da UNESCO, Comune di Prato; 23 febbraio 2019.

 

Intervento di Lelia Pisani dal titolo: «Il supporto psicologico a migranti e richiedenti asilo: il problema della diagnosi, il setting e metodo del sostegno psicologico al seminario e mediazione etnoclinica», al seminario Le terre che abito: aspetti giuridici, sociali e psicologici dei processi migratori, Laboratorio 15, facoltà di psicologia Firenze, 7 maggio 2019l

 

Intervento di Lelia Pisani, intervento dal titolo: «Etnopsichiatria delle dipendenze», Summer School 2019, I migranti e le sostanze psicoattive, 6 settembre 2019.

 

5.6 Protocolli di intesa, Partenariati, Convenzioni

Per l’anno 2019 sono in essere i seguenti protocolli di intesa, partenariati o convenzioni con le seguenti strutture e istituzioni:

  • Accordo quadro tra il Dipartimento DISFOR dell’Università degli Studi di Genova e la scuola di specializzazione Sagara.
  • Convenzione con il servizio di Psichiatria CHU POINT G dell’Università di Bamako, Mali.
  • Protocollo di Intesa con L’Unione dei Comuni della Valdera e ARCI Comitato Regionale Toscano.
  • Accordo di partenariato del progetto Accoglienza materiale e servizi di accoglienza finalizzati all’inclusione e servizi per l’integrazione – Cooperativa Sociale LA PIETRA D’ ANGOLO di San Miniato.
  • Accordo di partenariato con Comune di Firenze Assessorato Welfare, Sanità, Accoglienza e Integrazione, Pari Opportunità, Casa – partner del Progetto Intervento sperimentale di consulenza etnoclinica nella Casa Circondariale di Sollicciano e REMS (Capofila Centro Studi Sagara)
  • Accordo di partenariato Ministero della Giustizia, Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria – Direzione Casa Circondariale di Sollicciano – partner del Progetto Intervento sperimentale di consulenza etnoclinica nella Casa Circondariale di Sollicciano e REMS (Capofila Centro Studi Sagara).

 

  1. Situazione economico-finanziaria

L’esercizio 2019 si è chiuso con un utile di euro 4.462 al netto del carico fiscale. Nel 2018 l’utile netto fu di euro 650.

I ricavi del 2019 si sono attestati sui medesimi valori dell’esercizio precedente, registrando un lieve aumento. Nel rispetto delle disposizioni di cui al D.Lgs 112/17, nonché delle previsioni statutarie, essi provengono per oltre il 70% dallo svolgimento senza fini di lucro delle attività d’impresa di interesse generale per il perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, aventi a oggetto la formazione universitaria e post universitaria, la ricerca scientifica di particolare interesse sociale, l’educazione, l’istruzione e formazione professionale, ai sensi della legge 28 marzo 2003 n.53 e successive modificazioni, nonché le attività culturali di interesse sociale con finalità educativa.

 

Di seguito si presentano i conti economici riclassificati relativi ai due esercizi sopra citati:

 

 

 

 

 

  1. 7. Monitoraggio svolto dall’Organo di Controllo

 

Ai sensi dell’art. 10 del D.Lgs 112/2017, in data 14.01.2019 l’Assemblea dei soci ha nominato Sindaco Unico il dott. Bacci David, iscritto all’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili per la Circoscrizione del Tribunale di Pisa al numero 648/A, nonché al Registro dei Revisori Contabili al numero 146292.

Nel rispetto della disposizione normativa sopra citata, il Sindaco, presenziando alle riunioni del C.D.A. e alle Assemblee dei soci, nonché svolgendo continuativa attività di controllo, ha espletato il suo compito di vigilanza sull’osservanza della legge e dello statuto e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, nonché sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile e sul suo concreto funzionamento. Il Sindaco ha esercitato, altresì, compiti di monitoraggio dell’osservanza delle finalità sociali da parte della Società.

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