Centro Studi Sagara

Il Centro Studi Sagara (SRL “Impresa Sociale non a scopo di lucro” d’ora in poi CSS) è stato fondato nel 2010 da un gruppo di professionisti provenienti da diverse esperienze come formatori, docenti e operatori in Italia e all’Estero nei campi della salute, dell’educazione, della ricerca. Consapevoli dei processi critici in corso che modificano sull’intero pianeta i vari contesti sociali e ambientali, sentivano l’urgenza di un aggiornamento degli approcci disciplinari e terapeutici ereditati. Proprio per far fronte a quell’inedita complessità occorreva prima di tutto un approccio multidisciplinare: un gruppo, dunque, in grado di mettere alla prova teorie e tecniche ereditate nei vari campi aggiornando ciò che i secoli passati e le molteplici tradizioni ci hanno lasciato.

A partire dunque da un approccio multidisciplinare e multiculturale e da un’opzione politica di base condivisa e fin dall’inizio esplicitata (valorizzare le culture locali abbandonando ogni approccio neocoloniale, promuovere il dialogo radicale tra rappresentanti di mondi diversi) il gruppo ha iniziato a sperimentare e realizzare iniziative in alcuni campi operativi (in particolare quelli della salute e dell’educazione) e in contesti culturali e geografici disparati. Sono andate così consolidandosi teorie e pratiche necessarie ad approcci educativi e terapeutici aggiornati e sensibili alle particolarità locali, in grado di valorizzarne le risorse proprie e gli aspetti virtuosi. Con, come primo obbligo metodologico, il dar voce prima di tutto agli esperti locali e ai destinatari degli interventi formativi e sanitari. Interventi dunque esito di scelte comuni, utili alla salute e allo sviluppo delle comunità; non innesti di modelli, bisogni e dipendenze imposti da interessi, ideologie, cosmovisioni provenienti da altrove.

Alla pag. 26 dello Statuto qui allegato vengono indicate le aree di attività del CSS:

  • gestione e conduzione di scuole di etnopsichiatria per la formazione di psicoterapeuti, mediatori etnoclinici e operatori dell’ambito sanitario e socio-educativo;
  • organizzazione ed esecuzione di attività formative e informative per operatori socio-sanitari e, in generale, della cultura nei campi dell’etnopsichiatria e dei sistemi locali di cura; 
  • lo sviluppo, la ricerca, l’insegnamento, la pratica e la diffusione dell’etnopsichiatria clinica;
  • la consultazione etnopsichiatrica;
  • la mediazione etnoclinica;
  • la ricerca in etnopsichiatria clinica;
  • la ricerca, orientamento e formazione nel contesto educativo;
  • la realizzazione di interventi di consulenza etnoclinica
  • lo studio e la realizzazione di progetti di cooperazione;
  • la pubblicazione e produzione di materiali formativi e informativi.

Tre sono i campi, disciplinari e operativi, nei quali il CSS ha concentrato le sue attività.


1.
Il campo della salute e della clinica: messa a punto di metodologie di ricerca e osservazione in grado di leggere nei vari contesti forme e cause delle sofferenze (in particolare quelle definite come “psichiche”), di decifrarne le dinamiche fondamentali per proporre e mettere in campo approcci preventivi e terapeutici originali, multidisciplinari e multiculturali (si veda la pagina Salute).

2. Il campo dell’educazione: ricerche e osservazioni nell’ambito dei processi d’inculturazione, delle antropopoiesi, di pedagogia interculturale che aprano ad azioni di formazione, apprendimento, informazione e cura (si veda pagina Educazione).

3. Il campo della cultura condivisa: diffusione tra gli addetti ai lavori e tra i non-specialisti di materiali didattici e d’informazione (libri, documenti audio-video anche accessibili in rete), promozione di esperienze utili a contrastare le dinamiche di alienazione, dominio, sfruttamento, distruzione delle risorse umane e materiali (si veda pagina: Fare cultura condivisa).

A partire da queste premesse e intenzioni il CSS ha fino a oggi attivato:

  • una Scuola di Psicoterapia per medici e psicologi a indirizzo psicodinamico e orientamento etnopsicoterapeutico riconosciuta dal MIUR;
  • un Corso di formazione annuale alla mediazione etnoclinica rivolto a laureati (triennali e magistrali) e a operatori abilitati alla clinica, insegnanti, mediatori linguistico-culturali, educatori;
  • un Corso di Alta Formazione annuale di informazione e formazione all’approccio trans-culturale nelle discipline mediche e psicologiche riservato a medici, psicologi e altri professionisti con esperienze comprovate di lavoro clinico;
  • diversi moduli formativi e seminariali aperti a operatori sociosanitari, educativi e in generale agli interessati (l’obiettivo: fare cultura condivisa anche in campo sanitario e psicologico) volti a migliorare, nei particolari ambiti in cui il CSS è impegnato, la lettura e la gestione di fenomeni ed emergenze critiche.

Il CSS ha nel tempo istituito e formalizzato accordi di collaborazione con i seguenti istituti ed enti:

Dipartimento Salute della Donna e Medicina Territoriale, Facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università degli Studi “Sapienza” Roma; Dipartimento di Psicologia, Facoltà di Psicologia dell’Università di Firenze; Dipartimento di Scienze Antropologiche, Facoltà di Scienze della Formazione dell’università di Genova; Dipartimento Salute Mentale Macaccaro ASL TO2 (Torino); Cooperativa sociale CAT (Firenze); Associazione OASI2 (Trani); Casa di cura psichiatrica Villa Maria Pia (Roma); Ospedale Psichiatrico di Stato Lepida-Leros (Grecia); Centro Regionale Medicina Tradizionale Bandiagara (Mali); Federazione delle Associazioni dei Terapeuti Tradizionali della Provincia di Bandiagara (Mali); Centro Medicina Naturale di Mayantuyacu (Perù); Centro Mamre (Torino).

I soci fondatori del CSS:

  • Stefano Bertoletti, sociologo, lavora a Firenze nell’ambito di cooperative sociali rivolte alla marginalità e al disagio giovanile;
  • Piero Coppo, medico, psichiatra e psicoterapeuta, ha lavorato e lavora in Italia e all’estero nell’ambito di progetti di cooperazione destinati a migliorare l’articolazione tra sistemi di cura;
  • Laura Faranda, antropologa, è professore ordinario di Etnologia e Antropologia culturale all’Università “Sapienza” di Roma;
  • Pietro Ferrero, psicologo e psicoterapeuta, lavora e ha lavorato in progetti di cooperazione rivolti al sostegno delle medicine tradizionali; è stato capoprogetto del Progetto Valorizzazione Medicine Tradizionali Mali e Senegal;
  • Lelia Pisani, psicologa e dottore in antropologia, ha lavorato in Italia e all’estero in attività di formazione e cooperazione internazionale in particolare nell’ambito delle cure materno-infantili, dell’educazione e delle medicine tradizionali;
  • Francesca Vallarino Gancia, psicologa, psicoterapeuta, presidente dell’Associazione Mamre Onlus di Torino per il sostegno psicologico e consultazioni etnopsichiatriche alle famiglie migranti.
Per chiarire alcuni equivoci che possono scaturire dall’uso di termini come “etnico” e “cultura” molto sospetti per gli alfieri della globalizzazione e uniformazione, qui indicano gli specifici esiti di storie svoltesi in determinati contesti storici e geografici. In questo senso “etnici” non sono solo gli “altri”, gli “stranieri”, ma tutti i gruppi umani. Anche “noi”, come “loro”, siamo dunque una “etnia” che, evidentemente, ne comprende altre, particolari.

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